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Una serata un po' così, una di quelle in cui una sente la necessità fisica di un abbraccio che non c'è. Un sms che non ne vuole sapere di arrivare, un dolore alla bocca dello stomaco e un nodo alla gola. All'improvviso eccolo, il suono familiare del messaggio in arrivo... bi-bip...mi fiondo a prendere il cellulare sul tavolo...messaggio, visualizza e...no, non è quello che aspettavo, ma le labbra si distendono ugualmente in un sorriso. E' Silvia, da Londra, che mi scrive col suo solito inglese maccheronico fatto apposta per me : "Aim in London...au end uer ar iu?...Buone vacanze..." Silvia...sorrido ... Silvia, adesso è un splendida ragazza di 22 o 23 anni, veramente esplosiva nella sua bellezza un po' colombiana e un po' italiana, con due occhi verdi giganti, la pelle sempre abbronzata per natura e una cascata di riccioli neri. Una splendida giovane donna. ma lei non è sempre stata così, eh no, quando l'ho conosciuta io aveva dieci anni ed era una buffa bambina magrissima con le gambe lunghe lunghe e un cespuglio di capelli neri. Gli occhi sì, gli occhi erano già due fanali verdi dall'espressione perennemente stupita e furbetta.A me ricordava il pagliaccio Scaramacai che, per quelli che hanno qualche anno in meno di me , potrebbe essere ricordato come il papà di Sbirulino. Però del pagliaccio aveva solo l'aspetto, perchè in realtà era molto taciturna, faceva fatica anche a legare con gli altri bambini, sempre nel suo banco da sola o con una o due compagne. Gli occhi, gli occhi sì che parlavano e rivelavano uno spirito vivace e già profondo, una curiosità innata, la voglia e la paura di dire e , poi , innegabile, un disagio, divenuto chiaro dopo circa un anno con la separazione dei genitori. Insomma Silvia era così e ogni volta che c'era lezione di inglese mi sentivo quegli occhioni addosso per tutta l'ora e, dopo un po', imparai anche a leggerci dentro un pochino, dicevano "mi sei simpatica, mi piace come fai la prof., sei dolce e divertente, mi fai ridere, quando entri in classe sto bene..." Silvia non andava tanto bene a scuola, svogliata, si diceva, raggiunge appena appena la sufficienza, non ha voglia di lavorare, si distrae da sola , va via con la testa in un mondo tutto suo...Hai detto niente...Quando veniva il mio momento di parlare dicevo che no, con me Silvia era molto brava, molto più su della sufficienza e del buono, era portata per le lingue straniere e si impegnava anche. Ora, chi insegna sa come vanno queste cose: sguardo di commiserazione della collega di lettere o addirittura commento del tipo "Tzè! Fa errori su errori in italiano, come è possibile che sappia l'inglese?!?" Oppure "Eggià, per forza, non è una materia di studio..." O anche lo spudorato "E ma sei tu che sei di manica larga..." Sottinteso, non sei una brava insegnante. Un giorno vi parlerò anche delle dinamiche di gruppo all'interno di un Consiglio di Classe o di un Collegio Docenti: penosissime. Io allora avevo qualche anno di meno, mi trattenevo, spiegavo il mio punto di vista limitandomi a ribadire i risultati raggiunti da Silvia. Oggi...bè oggi sarei molto più dura con queste befane mancate, ma questo è un altro discorso.
Insomma, un giorno mi trovai dentro il libro, lasciato chissà in quale momento, un foglio di quaderno grande a quadretti con tanti cuoricini e disegni e la scritta colorata gigante: PROF. C. TI VOGLIO BENE. Senza firma. Scritto col cuore da quella bambina taciturna che cominciava a sentire forte il desiderio di comunicare, a modo suo, quello che provava dentro. Altre volte mi capitava di andare a scuola alle riunioni pomeridiane e vedere con la coda dell' occhio Silvia che mi guardava dall'angolo della strada e poi, sentendosi scoperta, scappava veloce come uno scoiattolino in fuga. Poi piano piano, proprio come fanno gli animaletti selvatici, cominciò a lasciarsi avvicinare un po' di più, non mi guardava dall'angolo, ma veniva ad aspettarmi all'uscita e si fermava a parlare un po' con me, niente di particolarmente profondo, uno scambio di battute o il racconto delle marachelle che combinava il suo cane Elvis. Anzi, io lo chiamavo Pelvis sto cagnino e lei rideva divertita. Piano piano Silvia cresceva, si è apriva un po' di più ,ma non troppo, e, purtroppo,continuava a essere brava solo in inglese, nonostante fosse molto intelligente. Dopo le medie si iscrisse a un Istituto tecnico per il Turismo (ah le lingue straniere) e per un po' ci perdemmo di vista. Finchè un giorno ritornò a scuola con una scusa qualsiasi, il brutto anatroccolo si era decisamente trasformato in una spledida ragazza.Mi spiegò che aveva dovuto lasciare la scuola perchè la mamma si era ammalata di tumore per cui lei si era messa a lavorare come commessa perchè in casa servivano soldi. Le diedi il mio numero di cellulare e da lì cominciò uno scambio di messaggi mai interrotto. Un paio di anni fa quello trionfale. RIPRENDO A STUDIARE!!! Finalmente ci siamo parlate da donna a donna, lei mi ha spiegato quanto io sia stata importante per lei e io ho avuto modo di dirle che anch'io la stimo allo stesso modo, che è una ragazza in gamba, tosta, decisa. La figlia che mi sarebbe piaciuto avere. Brava Silvia.
Insomma, una serata nata male e finita in bellezza. 
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E allora sognò Atene (Francesco De Gregori)
Ecco, questo è il testo- poesia che avevo deciso di postare prima che mi arrivassero le notizie di Sharm. Lo faccio adesso. Tra l'altro è una canzone che parla ANCHE si guerra, di un reduce del Vietnam che va a Parigi per farsi rimettere la gamba persa in guerra, ma sogna Atene, culla della civiltà. A me fa venire la pelle d'oca. Bravo Francesco. |
Evvai con la catena Farfy
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Libri nella mia biblioteca: ehehehe la mia biblioteca mi circonda nello studio che poi è anche la stanza dove dormo. C'è un po' di tutto: dai libri vecchi di famiglia, alla collezione delle fiabe, poi un settore libri in lingua originale (molti in inglese, alcuni in tedesco,qualche spagnolito e un minimo di francese, io ci provo sempre!),della psicologia fatta in modo serio, classici, romanzi del '900 italiani e non e poi un'intera sezione di narrativa varia: Yehoshua, Vasquez Montalban, Roth , Saramago, Garcia Marquez, Tabucchi. Senza dimenticare i libri di puro di vertimento tipo i thriller di Jeffrey Deaver o la serie del maghetto. Che vi devo dire a me mi piace leggere e si nota anche dalla perfetta forma italiana che uso 
L'ultimo libro che ho comprato: seee....libro...ieri nel ritirre la mi copia in lingua inglese di Harry Potter and the half blood prince, mi è rimasto impigliatotra le dita un libro Adelphi "Un complicato atto d'amore" di Miriam Toews, una scrittrice canadese, e tre, dicasi tre, thriller di Jeffrey Deaver. E sennò in Spagna cosa leggo, eh? Un particolare toccante: questi thriller stanno uscendo a pochi euro col Corriere della Sera in edicola. Ovviamente, IO li ho presi in edizione rilegata a 17 euro l'uno. Ecco, sono anche una snob del libro, mi piacciono le edizioni rilegate...sob...
Il libro che sto leggendo: "Il dolore di cambiare pelle" di Joseph Zoderer . Sono stata attratta dal titolo, è un romanzo che parla di un padre che, due anni dopo la morte della figlia bambina, non si dà pace e decide di intraprendere un viaggio dal Sud Tirolo, dove vive, alla Sicilia, terra d'origine della moglie. Qui ricostruisce la storia del padre di lei, gerarca fascista (loro invece si erano conosciuti in un centro sociale) salito in Tirolo da Agrigento e sposatosi lì con una ragazza del posto. Bello.
Tre libri che consiglio: oddio ... solo tre...allora... divertimento puro col thriller "La dodicesima carta" di Jeffrey Deaver (quello del Collezionista di Ossa), colpi di scena fino all'ultima pagina.Poi "I pilastri della terra" di Ken Follett e "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafon. Buona lettura.
5 bloggers che devo sadicamente coinvolgere: ovviamente la Smerry se passa di qua e se non ha già dato, poi quello zoticone di Banjo (ma saprà leggere ?!?), la mia amica Linda Spighetta, il gucciniano Filemazio e la grandissima Nedda.

La tipica faccia da Benny...
Granada, tierra ensangrentada
en tardes de toros.
mujer que conserva el embrujo
de los ojos moros.
De sueño rebelde y gitana
cubierta de flores
y beso tu boca de grana
jugosa manzana
que me habla de amores.
Granada, manola cantada
en coplas preciosas.
no tengo otra cosa que darte
que un ramo de rosas.
De rosas de suave fragancia
que le dieran marco
a la Virgen morena.


... foca
...dovevo fare un sacco di cose...ma sono caduta in coma dalle due alle quattro e mezza
...intanto sto leggendo questo e...

... no, il titolo non è un caso.
Comunque, FAVA O NON FAVA, io domani vado in libreria a comprarmi "HARRY POTTER ANDTHE HALF BLOOD PRINCE". E che nessuno si azzardi a commentare.